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Messaggio di avviso

Con riferimento all’articolo, apparso oggi nell’edizione online del quotidiano “Il Messaggero”, “Covid a Roma, paura per i ragazzi della scuola Ovidio, ospitati da 20 suore positive”, l’IC Ovidio precisa quanto segue:

Le Maestre Pie Filippini hanno concesso in comodato gratuito all’IC Ovidio, nella cornice di un accordo tra Comune, Vicariato e Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, un’ala intera del complesso edilizio di Via Sangemini, per ospitare 250 alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado, distribuiti in 14 classi, garantendo il distanziamento ed evitando il ricorso ai doppi turni.

L’ala dell’edificio, nell’ambito dell’accordo suddetto, costituisce agli effetti di legge una estensione territoriale della Scuola Ovidio, presidiata da personale della stessa. Le suore non vi sono pertanto più entrate né hanno avuto, sin dall’inizio dell’anno scolastico, spazi o momenti di contatto con i ragazzi, su esplicita e tassativa disposizione della Superiora Provinciale, che ha inteso così evidenziare rispettosamente la separazione tra le due realtà, della comunità religiosa e della scuola pubblica.

Sin dal mese di ottobre, tanto nella sede principale di Via Bitossi quanto nella succursale di Via Sangemini, si sono riscontrati ripetuti casi di alunni positivi al Covid e le rispettive classi sono state conseguentemente poste in quarantena su disposizione delle autorità sanitarie.

Martedì 3 novembre due religiose, che accusavano sintomi di malessere, sono risultate positive al test e poste, di conseguenza, in isolamento nelle loro stanze. Contestualmente, la superiora ha chiesto – e insistentemente sollecitato - che l’ASL sottoponesse a tampone l’intera comunità, cosa che è avvenuta il giorno 7. All’esito di laboratorio, il giorno 11, venti suore sono risultate positive. La Superiora ne ha tempestivamente informato la Scuola, che si è messa, con altrettanta immediatezza, in contatto con la ASL, per riceverne le opportune indicazioni. La ASL, già a conoscenza, per averlo accertato tramite i propri operatori, del contagio intervenuto tra le suore, non ha tuttavia ritenuto che sussistessero le condizioni per chiudere la struttura. Posizione confermata nel sopralluogo che la medesima ASL ha compiuto il giorno 13, alla presenza della Dirigente Scolastica e dei Referenti Covid d’Istituto, visitando i tre piani dell’edificio concessi alla scuola e verificandone la separazione dal resto del plesso, come pure il rispetto di tutte le prescrizioni di sicurezza fissate dal protocollo anti-contagio. Nonostante le rassicurazioni della ASL le suore hanno comunque chiesto e ottenuto che le famiglie fossero informate di quanto accadeva nella loro comunità.

L’IC Ovidio intende dare atto alle Maestre Pie Filippini di avere non solo accolto generosamente 250 ragazzi, ma di avere altresì rispettato, rigorosamente, senza eccezione alcuna, le condizioni di separatezza dei locali adibiti a scuola. L’IC Ovidio stigmatizza pertanto le dichiarazioni che alcuni genitori hanno riportato sui social e ad organi di stampa, ipotizzando presenze e interferenze, apportatrici di contagio e mai avvenute, da parte delle religiose, nei locali scolastici. L’IC Ovidio, esprimendo solidarietà e rammarico, formula un augurio di pronta guarigione alle suore, pregandole di scusare coloro che, seppure in un comprensibile ma non condivisibile stato d’ansia, si sono resi responsabili delle suddette, infondate dichiarazioni, in palese contrasto con gli accertamenti operati dalle competenti autorità. E' opportuno in merito ricordare che l'ultimo contagio, accertato dalle stesse autorità nel plesso di Via Sangemini, determinando la quarantena dell'intera classe non è sotto nessun profilo riconducibile alle suore.

L’IC Ovidio infine ringrazia le Religiose per la sensibilità che hanno dimostrato nei confronti delle famiglie, poiché, pur essendosi gli alunni infettati in ordine di tempo prima di loro, non hanno mai adombrato il dubbio che potessero averle contagiate. L’IC Ovidio, in un momento così difficile, invita oggi le famiglie tutte a ricambiare con la stessa delicatezza e stile, la comunità delle Religiose che ci ospita.